
Il pasticcere novarese con 14mila follower: dalla Tour Eiffel alle consulenze
Davide Comazzi ha 33 anni e vanta un lungo curriculum. I suoi trisnonni sono gli ideatori dei tapit, dolcetti tipici del territorio
La fortuna di aver appreso da un lato dai grandi maestri mentori e dall’altro di aver da subito cavalcato il mondo contemporaneo. È un mix di tante conoscenze Davide Comazzi, pasticcere di 33 anni con un curriculum incredibile e tantissime esperienze nel suo bagaglio. Food creator, sul suo profilo Instagram conta oltre 14mila follower e tutti i suoi lavori appaiono come vere opere d’arte. “Sì, ma non sacrifico il gusto per l’estetica, – ci tiene subito a precisare – l’occhio vuole la sua parte, poi però si mangia sempre con la bocca. Il bello non è mai fine a se stesso”.
La sua storia
Di Bellinzago Novarese, dopo aver frequentato l’istituto alberghiero Maggia di Stresa, Comazzi ha poi studiato alla scuola Alma di Gualtiero Marchesi a Colorno in provincia di Parma. Da qui importanti esperienze una volta terminati gli studi, in Francia dove ha lavorato per Alain Ducasse nel ristorante sulla Tour Eiffel e non solo, è stato anche in quattro ristoranti stellati. Poi il trasferimento a Londra dove è stato al servizio di Michel Roux, poi Dubai, Svizzera e anche diverse occasioni italiane, per esempio a Cortina, in Costa Smeralda, in riviera a Sanremo al Royal dove soggiornano i grandi artisti per il festival. Oggi lo chef novarese ha intrapreso un percorso di consulenza, “per collaborare con realtà dove è necessario implementare il menù, pensare alla carta dessert, – spiega – ho base a casa mia a Bellinzago ma sono sempre in giro”.
Per lui valigia in mano da quando aveva 21 anni, ecco perché nonostante la giovane età il curriculum è assolutamente sostanzioso. “Sono cresciuto con le nuove generazioni e stando accanto a mentori, questa è stata la mia fortuna, – racconta – ho una panoramica di tutto e mi tengo sempre aggiornato, investito moltissimo nella formazione personale ogni anno. Le fonti? Sono sincero, lo è anche Instagram, ti consente di osservare tecniche e assimilarle poi a tuo modo”.

La passione per la cucina e in modo particolare per la pasticceria è un po’ nel dna di Davide Comazzi: “I miei genitori fanno tutt’altro, – dice sorridendo – ma i miei trisnonni sono i creatori della ricetta dei tapit, i dolcetti tipici del territorio, quindi sì, qualcosa era già in me forse”. E in merito alla famiglia: “Un’altra mia fortuna, anzi la mia principale, è avere due genitori così aperti di mente che mi hanno supportato da sempre. Senza di loro non sarei mai riuscito a rincorrere il mio sogno, il mio percorso, ancora molto lungo”.
Food creator “professionista, – aggiunge – perché è un grande lavoro quello che sta dietro a tutto ciò. Credo ora di aver raggiunto una maturità per cui sono stato contento di staccarmi dalle 15 ore di lavoro e dedicarmi ad ancora più specializzazioni”. Pasticcere e anche chef? “No, non definitemi così, perché non sono un cuoco, diciamo che mi piace fare i risotti e spesso la pasta fresca, ma non avrei le capacità per essere chef a coordinamento di una cucina”.
E Davide Comazzi svela anche una cosa: “La mia pasticceria non è dolce e io stesso ne mangio di pochissimi, fosse per me ci sarebbero solo gelato e caramelle!”.
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Il pasticcere novarese con 14mila follower: dalla Tour Eiffel alle consulenze
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